Creature del gelo: figure e potenze dell’inverno nel folklore europeo
L’inverno, nelle culture tradizionali europee, non era semplicemente una stagione: era un tempo sospeso tra morte e rinascita, tra buio e promessa, popolato da creature che incarnavano il volto multiforme del freddo. Questo articolo esplora alcune figure invernali attraverso tre funzioni mitiche fondamentali: le guardiane dell’inverno, le forze perturbanti della notte gelida e le potenze cosmiche che presiedono al ciclo stagionale.
Le Guardiane dell’inverno
Le figure femminili che presidiano l’inverno hanno in comune un tratto fondamentale: non fanno paura per distruggere, ma per vigilare, mantenere l’ordine, verificare il rispetto dei tabù stagionali e dei compiti domestici. Sono creature liminali, spesso legate alle Dodici Notti (dal Natale all’Epifania), un periodo considerato pericoloso e sospeso.

Perchta / Berchta
Tipica di Baviera, Austria e alcune zone dell’arco alpino, Perchta è una figura antichissima associata alle notti tra fine dicembre e inizio gennaio.
Visita le case per controllare che le famiglie abbiano completato i lavori di filatura dell’anno, e stiano rispettando il periodo di pausa durante le Dodici Notti.
Chi è stato diligente e rispetta la tradizione viene premiato con monete o piccoli doni. I pigri, secondo molte varianti, vengono puniti severamente: Perchta apre il ventre del malcapitato e lo riempie di paglia e ciottoli. Una scena cruda, che però non appartiene all’orrore fine a sé stesso: rappresenta l’ordine naturale e domestico da mantenere durante il periodo invernale.
Frau Holle
Conosciuta anche grazie all’omonima fiaba dei Grimm, Frau Holle è una figura che affonda le radici nelle tradizioni precristiane di molte regioni tedesche.
Custodisce la neve (nella fiaba si narra che quando scuote il suo piumone, nevica), governa i cicli domestici e premia le ragazze laboriose con oro, mentre punisce le pigre versando su di loro della pece.
La sua funzione è ordinatrice: il lavoro, specie in vista dell’inverno, viene ricompensato, mentre l’indolenza viene castigata.
La Befana
Figura popolarissima che unisce elementi cristiani e residui di antiche credenze delle Dodici Notti.
La Befana visita le case nella notte dell’Epifania, premia i bambini buoni con doni, mentre punisce i cattivi portando loro carbone.
La figura della Befana è collegata a Perchta e Holle come versione italiana di una dea-madre invernale, divenuta poi vecchia strega benevola.
Le forze perturbanti della notte invernale
Se le Guardiane rappresentano l’ordine, questa categoria raccoglie invece le creature che lo rompono: esseri che emergono solo in inverno, nelle notti più lunghe, per portare disturbo, minaccia, caos.
Sono figure inquietanti che mettono in guardia bambini e comunità dalle insidie della stagione fredda.

Krampus (Alpi centro-europee, incluso Nord Italia)
Il più celebre mostro invernale europeo, tipico delle zone europee di lingua bavarese (incluso l’Alto Adige).
Compare il 5 dicembre, nella Krampusnacht, accompagnando San Nicola. Ha un aspetto mostruoso: è coperto di pelo, sul capo gli crescono due corna, e porta con sé campanacci e frusta.
Ho approfondito la figura del Krampus in questo articolo.
Kallikantzaroi
Si tratta di piccoli demoni notturni e dispettosi, tipici del folklore greco e cipriota. Sono coperti di pelliccia e possono avere delle zanne.
Durante le Dodici Notti salgono in superficie per rovinare il cibo, spaventare o aggredire i passanti, compiere le peggiori angherie contro la popolazione.
Durante il resto dell’anno vivono sottoterra, divorando l’albero che sostiene il mondo.
Jólakötturinn
È un gatto gigantesco del folklore islandese. Ha occhi fiammeggianti, e si aggira nella neve durante la vigilia di Natale. Divora chi non ha ricevuto nuovi vestiti per l’inverno.
Ho approfondito il Jólakötturin e la sua “padrona”, Grýla, in questo articolo.
Potenze della morte invernale e della rinascita naturale
Queste figure non terrorizzano e non sorvegliano: incarnano l’inverno stesso. Sono entità cosmiche che rappresentano la ciclicità stagionale. Sono legate al gelo come fase di morte apparente e premessa della rinascita futura.

Morana / Marzanna
È una dea del folklore slavo associata al gelo, alla morte invernale e all’immobilità della natura. È inoltre sorella e moglie di Jarilo, dio della primavera.
Una tradizione legata a questa divinità consiste nel realizzare in primavera una bambola vestita di bianco come sua effige, per poi bruciarla o annegarla in un lago o fiume a fine inverno, simbolizzando il ritorno della vita.
Morana è la personificazione più chiara dell’inverno come morte del mondo, ma porta con sé anche la promessa della rinascita.
Cailleach
La Vecchia dell’Inverno del folklore irlandese e scozzese. Modella paesaggi, porta le tempeste, regola i mesi freddi e domina la natura addormentata.
In molte tradizioni è affiancata a Brìghde, che rappresenta invece la luce emergente della primavera.
La Cailleach è una forza creatrice attraverso la neve: forgia montagne, pietrifica, scolpisce.
Snegurochka / Snegurka
La Fanciulla di Neve è uno dei personaggi più suggestivi del folklore russo.
La leggenda narra di una coppia senza prole, che decise di realizzare una figlia con la neve: Snegurka. Un giorno d’estate si trovò a danzare con altre fanciulle intorno a un fuoco e si sciolse.
Ella è una creatura invernale pura: vive solo nel freddo e si scioglie con l’arrivo della primavera. La sua fine non è una punizione, ma parte del ciclo: rappresenta la fragilità dell’inverno che si dissolve per lasciare spazio alla vita nuova.
Le creature del gelo
Le creature di questo articolo raccontano una pluralità di sguardi sull’inverno: Perchta, Holle e la Befana incarnano l’ordine e il controllo, i Krampus, i Kallikantzaroi, Jólakötturinn rappresentano il caos e la paura, mentre Morana, Cailleach e Snegurochka presiedono al ciclo di morte e rinascita.
Nelle varie tradizioni popolari, il gelo non è mai un semplice fenomeno climatico: è una soglia.
Una notte che pesa, una donna che sorveglia, una bestia che avanza nel bianco, una fanciulla destinata a sciogliersi.
Fonti e letture consigliate
- Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, Bollati Boringhieri, 2008
- Jacob e Wilhelm Grimm, Tutte le fiabe, Donzelli Editore, 2015.
- Roberto Luigi Pagani, Il grande libro del folklore islandese, Mondadori, 2024.
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