Intervista a Aculei Edizioni
Oggi ho il piacere di intervistare Rosita Mazzei e Mario Saccomanno, fondatori di Aculei Edizioni.
Si tratta di una giovane realtà editoriale nata a Cosenza, che si occupa di narrativa generica, poesia, saggistica, romance e fantastico anche in chiave dark.
Ciao ragazzi e benvenuti sul mio blog.
Come nasce Aculei Edizioni? Qual è l’idea alla base e cosa vi caratterizza come realtà editoriale?
[ROSITA]: Per prima cosa vorremmo ringraziarti per questo spazio che ci hai dato e per la possibilità di farci conoscere alle persone che ti seguono.

Aculei Edizioni vede ufficialmente la pubblicazione del primo libro a dicembre 2025, ma la nostra storia inizia da molto prima. Infatti, è tutto partito nel 2022 da un blog letterario chiamato proprio Aculei. Il nostro motto, Gli spazi acuminati del sapere, ci accompagna sin da allora.
Lo scopo è stato sempre quello di portare alle lettrici e ai lettori storie insolite, che andassero fuori dai canoni più consueti dell’editoria, ma che avessero molto da raccontare al pubblico affamato di quella letteratura capace di oltrepassasse i soliti schemi.
La medesima idea l’abbiamo trasportata nella casa editrice e abbiamo cercato autrici e autori che avessero opere in grado di rimanere impresse nel cuore del pubblico.
Per noi la funzione di Aculei Edizioni è anche quella di “disturbare” la quiete dei lettori proponendo storie in cui possano riconoscersi, ma anche con cui confrontarsi e persino scontrarsi, se necessario. Non crediamo in una letteratura asettica, che abbia come unica finalità quella di far trascorrere le ore.
Gli artisti in genere e gli scrittori nello specifico, infatti, hanno da sempre il compito di mostrare al pubblico la realtà dei fatti, anche quando questa risulta essere scomoda o indigesta. Crediamo, inoltre, che i lettori abbiano fame di una letteratura che parli del bene e del male, che mostri entrambi i lati della medaglia e che non si limiti a essere mero intrattenimento.
Siete una realtà editoriale giovanissima, ma avete avuto già qualche bella soddisfazione. Vi va di raccontarcelo?

[MARIO] Sì, siamo nati da pochi mesi come casa editrice; quindi, il percorso che abbiamo deciso di intraprendere è ancora nella sua fase iniziale. Allo stesso tempo, però, abbiamo già avuto modo di raccogliere alcune soddisfazioni importanti, che per noi rappresentano una conferma rispetto alla direzione che abbiamo scelto, sin da subito, di seguire, quella che diceva poc’anzi Rosita.
La prima soddisfazione riguarda sicuramente le autrici e gli autori che hanno deciso di affidarsi ad Aculei Edizioni. Quando una casa editrice nasce, soprattutto in un panorama editoriale complesso e competitivo, il primo elemento da costruire è la fiducia. Non avendo alle spalle una storia consolidata o un catalogo già formato, dobbiamo essere noi, attraverso il progetto e il lavoro quotidiano, a dimostrare la serietà delle nostre intenzioni.
Fin dall’inizio, abbiamo ricevuto numerose proposte editoriali e questo ci ha permesso di compiere una selezione attenta, scegliendo testi nei quali abbiamo riconosciuto qualità, originalità e, soprattutto, una coerenza col percorso che vogliamo costruire. Per noi non si tratta semplicemente di pubblicare libri, ma di accompagnare opere nelle quali crediamo e instaurare un rapporto di collaborazione con chi decide di affidarsi alla nostra realtà.
La fiducia ricevuta in questa prima fase è stata, quindi, una delle soddisfazioni più grandi. A questa fiducia cerchiamo di rispondere attraverso tutto il lavoro che precede e segue la pubblicazione: dall’editing alla cura del testo, dall’impaginazione alla veste grafica, fino alla promozione e alla ricerca delle migliori occasioni per dare visibilità ai libri.
Siamo stati anche molto felici di aver partecipato all’ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, dove abbiamo presentato i titoli pubblicati fino a quel momento. Per una realtà nata da così poco tempo è stato un primo traguardo significativo, non soltanto per il prestigio dell’evento, ma soprattutto perché ci ha permesso di vedere quei libri uscire dalla dimensione progettuale e incontrare lettori, professionisti del settore e altre realtà editoriali.
Eppure, forse la soddisfazione più grande è quella che riguarda ciò che si sta creando attorno ad Aculei Edizioni. Oltre agli autori e alle autrici che hanno già firmato con noi, ci sono nuovi progetti in cantiere, collaborazioni che stiamo definendo e nuove idee che hanno l’obiettivo di costruire sempre più un ambiente culturale ricco intorno alla casa editrice.
Stiamo notando sempre risposte molto positive da parte delle persone che stiamo coinvolgendo: dagli scrittori ai lettori, fino a chi entra in contatto con il nostro progetto per la prima volta. Questo ci fa capire che Aculei Edizioni non viene percepita soltanto come un marchio editoriale, ma come una realtà nella quale si può riconoscere una visione.
Naturalmente, c’è, sopra ogni cosa, il rapporto coi lettori, che resta il momento in cui tutto il lavoro trova il suo compimento. Vedere che i libri riescono a suscitare interesse, curiosità e confronto è la conferma più importante. Alla fine, una casa editrice esiste proprio per creare un ponte tra chi scrive e chi legge. Così, sapere che questo ponte sta iniziando a costruirsi è per noi la soddisfazione più grande.
Il fatto che siate una realtà calabrese mi riempie di orgoglio, anche se forse non è il territorio più facile in cui fare editoria. Qual è la vostra esperienza?

[ROSITA] Sia io che Mario lavoriamo nell’editoria da molto tempo, oltre che essere entrambi scrittori e giornalisti. Nel corso degli anni, purtroppo, abbiamo anche avuto modo di vedere come il mondo editoriale vicino a noi, fra i tanti aspetti, soffra un po’ di isolamento.
In un certo senso, vi è una sorta di pregiudizio esterno riguardo alla nostra realtà regionale, come se volessimo e potessimo restare ancorati esclusivamente alla dimensione locale. Eppure, è facile notare come in Calabria vi siano già diverse case editrici aventi un ampio respiro. Comunque, il pregiudizio detto poc’anzi si è radicato al punto che, spesso, hanno finito per crederci anche alcuni calabresi. Per cui, si è formata pure questa leggenda secondo cui nella nostra regione si può parlare solo di cultura del territorio (non che sia sbagliato farlo, tutt’altro).
Noi, però, sin dall’inizio, soprattutto per quel tipo di catalogo che abbiamo cominciato a costruire, abbiamo voluto scommettere su una letteratura e un’editoria che non avesse confini.
Difatti, è possibile anche constatare come nessuno si meraviglia che, giustamente, editori e autrici/autori di altre zone abbiano un respiro nazionale. Di conseguenza, ci siamo dati come obiettivo la volontà di costruire una cultura ad ampio raggio abbracciando molteplici argomenti e finalità.
Questo ci ha portato a fare una cernita ben precisa di autrici e autori che potessero posizionarsi all’interno della nostra idea di catalogo. Ci sono, ovviamente, penne calabresi, ma anche tantissime provenienti da tutta Italia come avviene, del resto, in ogni casa editrice. Infatti, è un modo di agire abbastanza lineare per l’editoria, ma appare, in un certo senso, innovativo per noi in quanto la Calabria, come dicevo in precedenza, soffre pure del pregiudizio secondo cui potrebbe, vorrebbe e saprebbe soffermarsi solo sull’orizzonte locale. Quindi, è sicuramente difficile, ma ci mettiamo tutto il nostro impegno per cercare di portare a compimento la nostra idea.
Le collane di Aculei portano i nomi di piante o fiori, scelta che personalmente adoro. Chi ha avuto l’idea?
[MARIO] L’idea nasce dal desiderio di dare ad Aculei Edizioni un’identità riconoscibile non soltanto nei contenuti, ma anche nell’immaginario. Fin dall’inizio abbiamo cercato un filo conduttore capace di unire generi diversi e dare al catalogo una struttura coerente, perché per noi una casa editrice non è semplicemente un insieme di libri pubblicati, ma un organismo con una propria visione.
Anche il nome stesso della casa editrice nasce da una riflessione precisa. L’aculeo non è soltanto qualcosa che punge: è un elemento di difesa, una caratteristica che l’istrice, animale presente nel logo, utilizza nel momento del bisogno per proteggersi. Abbiamo scelto proprio l’istrice come simbolo perché rappresenta bene ciò che vorremmo fossero i nostri libri: strumenti da custodire, da portare con sé, capaci di accompagnare il lettore e, quando necessario, anche di offrirgli una forma di protezione attraverso la conoscenza, la riflessione e il confronto.
Da qui nasce anche il nostro motto: Gli spazi acuminati del sapere. Gli aculei rappresentano infatti quei punti in cui la cultura non si limita a confermare ciò che già sappiamo, ma diventa occasione di domanda, approfondimento e scoperta. Un libro deve anche saper stimolare, mettere in discussione, aprire prospettive nuove.

La scelta delle collane legate al mondo vegetale nasce proprio da questo percorso. Non volevamo una semplice suddivisione editoriale per generi, ma creare un immaginario comune nel quale ogni collana avesse una propria identità e, allo stesso tempo, fosse parte di un disegno più ampio.
Il punto di partenza è stato Rose, la collana dedicata alla poesia. Era quasi inevitabile: la rosa è da sempre legata alla parola poetica, alla bellezza, alla capacità dei versi di racchiudere emozioni e significati profondi. Da quella prima scelta abbiamo iniziato a ragionare su come declinare lo stesso principio anche negli altri ambiti del catalogo, cercando per ogni collana un nome che non fosse soltanto evocativo, ma che avesse un rapporto simbolico col tipo di libri che avrebbe accolto.
Trigona è la collana dedicata alla narrativa, il cuore più ampio del catalogo, dove trovano spazio storie capaci di raccontare la complessità dell’essere umano, delle relazioni e del presente.
Stramonio è dedicata al fantastico e alle atmosfere più visionarie. È una collana nella quale l’immaginazione diventa uno strumento per esplorare mondi diversi e, proprio attraverso la distanza dalla realtà, osservare meglio le sue contraddizioni.
Cardo è la collana dedicata al romance. Anche qui la scelta non è casuale: il cardo richiama un elemento apparentemente duro e spinoso, ma capace di custodire al suo interno una propria bellezza. È una metafora che ci sembrava adatta a raccontare storie d’amore non soltanto nella loro dimensione sentimentale, ma anche nelle loro complessità e fragilità.
Ippocastano accoglie la saggistica, quindi lo spazio dell’approfondimento, della ricerca e della riflessione, dove il libro diventa uno strumento per analizzare e comprendere meglio fenomeni, idee e percorsi culturali.
Rose, infine, è lo spazio della poesia, come dicevo in precedenza.
La scelta delle piante e dei fiori, quindi, non vuole essere soltanto una caratterizzazione estetica. È un modo per raccontare la nostra idea di editoria: qualcosa che cresce nel tempo, mette radici, necessita di cura e attenzione, ma che allo stesso tempo può svilupparsi in molte direzioni diverse. Ogni libro è, insomma, un seme e ogni lettore è parte di questo processo.
Stramonio è la collana dedicata al fantastico. Al momento conta due uscite, La fattoria degli imbecilli e il recentissimo Marenero. Raccontateci qualcosa di questi due libri.
[ROSITA] Sono due libri molto diversi fra di loro, seppur legati dal filo rosso del fantastico. La fattoria degli imbecilli di Simone Colangelo si inserisce nel distopico e, come si evince già dal titolo, si rifà a Orwell e al suo immaginario.
Si parte subito dalla metamorfosi che colpisce gli abitanti di via Orwell 22 a Reggio Emilia che non è un semplice artificio di genere, ma una sentenza morale: il virus non crea mostri, si limita a togliere la maschera a quelli già esistenti. L’arroganza si fa muso di mastino, la nostalgia reazionaria diventa becco di condor e l’ignoranza muscolare si tramuta in gorilla.
Il protagonista, Sabino, è un giornalista che diviene ibis e viene immesso nell’Ospelager ovvero il lager-ospedale che diviene il simbolo universale di una società che, in nome della sicurezza e della salute, accetta la sospensione dell’umano. Politica e senso civile si mescolano al distopico, alla claustrofobia e alla consapevolezza di sé.

Marenero di Demetrio Salvi, invece, unisce al proprio interno molteplici generi quali l’urban fantasy, il gotico contemporaneo e l’illustred novel. Protagonista è Giona, un uomo segnato dalla vita. Un insegnante che torna nella sua città di origine, Napoli, dopo la fine del suo matrimonio. La città partenopea lo ospita all’interno di un “basso” (in dialetto ’o vascio) che, in qualche modo, riesce a esprimere anche i suoi tormenti interiori. Nell’abitazione ereditata, infatti, l’uomo non si sente solo. Qui trova un bambino malnutrito che lo porterà a scoprire una Napoli sotterranea e popolata da creature fantastiche.
I misteri e gli orrori si vanno a mescolare con personaggi di cui non sa nulla: sirene, mantidi, principi e suore. Il tutto costringerà Giona a mettersi a nudo innanzi alle proprie fragilità emotive in una lotta contro il mondo che lo ha divorato, ma ancor di più contro se stesso.
Ad accumunare i due volumi, in ogni caso, vi è questa battaglia interiore dei loro protagonisti che devono venire a patti con i propri demoni interiori per poter proseguire il loro viaggio e arrivarne alla risoluzione.
Quali sono i progetti di Aculei Edizioni per il futuro?
[MARIO] La strada è ormai tracciata, anche se siamo consapevoli che il percorso è ancora lungo e richiederà tempo, lavoro e capacità di adattamento. L’obiettivo principale è continuare a crescere senza perdere l’identità che abbiamo voluto costruire fin dall’inizio: pubblicare libri nei quali crediamo, ampliare il catalogo con attenzione e creare una proposta editoriale sempre più riconoscibile.
Naturalmente, continueremo a investire sulla ricerca e sulla selezione dei testi. Per una casa editrice, soprattutto indipendente, la qualità delle scelte editoriali rappresenta il punto di partenza: non si tratta soltanto di aumentare il numero delle pubblicazioni, ma di costruire un catalogo capace di raccontare quella visione di cui abbiamo ampiamente parlato.
Accanto ai libri già pubblicati, nei prossimi mesi prenderanno sempre più corpo anche le altre collane, con nuovi titoli e nuovi progetti che contribuiranno ad ampliare le diverse anime di Aculei Edizioni.
Eppure, si sarà ormai compreso bene: il nostro obiettivo non è soltanto quello di pubblicare libri. Vogliamo costruire intorno alla casa editrice un vero spazio culturale, un ambiente nel quale possano incontrarsi autori, lettori, idee e percorsi differenti. In questa direzione si inserisce, per esempio, anche un progetto al quale stiamo lavorando: la nascita di una rivista culturale legata ad Aculei Edizioni, ma capace di avere una propria autonomia e di diventare un ulteriore luogo di confronto e approfondimento.
Crediamo molto nella necessità di creare rete. Oggi una casa editrice deve necessariamente andare oltre il semplice rapporto tra autore, libro e lettore: deve saper costruire occasioni di dialogo, partecipazione e scoperta.
Quindi, il lavoro quotidiano sarà quello di far crescere il catalogo, raggiungere nuovi lettori, consolidare le collaborazioni già avviate e crearne di nuove. È un percorso fatto di tanti piccoli passi, ma ogni elemento contribuisce a costruire qualcosa di più grande.
E in ultimo, prima di salutarci. A chi consigliereste i libri del vostro catalogo? Avete un messaggio per gli aspiranti autori?
[ROSITA] Il nostro catalogo è ideale per tutti quelle lettrici e quei lettori che vogliono leggere qualcosa che vada al di fuori dei soliti schemi della grande distribuzione. Per tutte e tutti coloro che vedono nel libro un’opera d’arte e un impegno sociale ancor prima che intrattenimento. Per chi non ha mai smesso di credere che l’arte possa cambiare, anche nel piccolo, le sorti del mondo.
Per aspiranti autrici e autori consigliamo Aculei Edizioni se si ha la nostra stessa visione di editoria. Bei libri, inusuali, che abbiano la voglia di dire la loro e che non si accontentano di essere una storia tra le tante.
Il nostro catalogo è diviso in collane e ognuna di esse, come spiegava Mario, ha delle precise indicazioni e riferimenti. Se si ha voglia di inviare un progetto con una chiara identità stilistica, quando apriremo di nuovo le selezioni saremo ben felici di accogliere dei manoscritti inediti!
Grazie per questa chiacchierata!
La fattoria degli imbecilli e Marenero sono disponibili sul sito di Aculei Edizioni e su Amazon.
Se vuoi scoprire altri libri dark, segui il mio blog.
